Toccherà a noi donne poi…

Ieri ho trovato questo articolo su un altro blog che mi ha fatto riflettere non poco, perché soprattutto qui in Italia è in corso un regresso sociale che mira a rispedire noi donne a casa a fare le serve gratis degli uomini, che purtroppo facevano le nostre bisnonne, nonne e una parte delle nostre madri (dipende da quanti anni abbiamo).
Questo avviene con la complicità della crisi e una mentalità assurda in cui confluiscono pensieri deliranti del tipo che non si può pensare di fare sia bene un lavoro che curare una famiglia (io sta stronzata di o si fa una cosa o si fa l’altra la sento dire sin da bambina e la conseguenza è che detesto tutto quello che ha a che fare con i ruoli tradizionali delle donne…) o che sia sbagliato affidare ai nonni pensionati e benestanti la cura dei nipoti per poter lavorare.
Diciamo che poi troppe donne sono legate a schemi superati, continuano a leggere romanzi sentimentali e ad amare film e altri spettacoli melensi, in un gioco che si propaga di generazione in generazione e a cui in poche riusciamo a sottrarci. In molti di questi film e romanzi, da Via col vento Cinquanta sfumature di grigio si presentano come positive cose orrende come le molestie, lo stalking, i maltrattamenti e lo stupro coniugale, perché se qualcuno costringe un’altra persona a fare sesso con lui (o lei…) sempre stupro è e come stupro va punito e non vale la storia lui mi ama tanto e giusto che mi desideri…
Del resto basta vedere come è stata derisa e insultata Asia Argento per la sua adesione al movimento Metoo per capire che in Italia, Paese dove abbiamo il triste primato di donne inattive a casa a fare le casalinghe.
Che fare? Beh ovviamente reagire, rifiutare la logica di chi vuole decidere per noi e difenderci da una presunta invasione di stranieri (come se gli italiani non molestassero e stalkerizzassero), ci va tolleranza zero verso chi molesta e impegnarci tutte (ma sono sbagliati anche per gli uomini!) a smontare e distruggere gli stereotipi di genere, soprattutto quelli relativi alla dipendenza affettiva e economica delle donne, alla fragilità, all’esaltazione di ruoli tradizionali che chiunque dovrebbe respingere. Un lavoro lungo ma che va fatto, senza se e senza ma e senza aspettare.